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Scienze Politiche: a cosa e a chi servono

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Le scienze politiche, disciplina composita e sfuggente ai più, hanno diverse applicazioni e usi. Possono rappresentare un’area di studi interessante per gli studenti alle prese con la scelta di un corso universitario, ma aldilà della funziona pratica e individuale che può avere per la vita di un laureato, un approccio serio alle scienze politiche è una necessità improrogabile per il mondo moderno.

La politica sembra essere una di quelle attività di cui l’uomo non può fare a meno. Direttamente o indirettamente, tutti cercano o credono di partecipare nella creazione dei sistemi che regolamentano il vivere sociale. Certo compiere questo obiettivo, come tutti noi sappiamo, è difficile e infatti non sempre la politica assolve le sue funzioni e soddisfa le istanze della società e dell’epoca alla quale appartiene. L’arte della politica è complicata senza dubbio dalla complessità stessa dell’essere umano e si avvale di diversi strumenti: volendo studiarla bisognerebbe raccogliere vari metodi di indagine altrettanto complessi.

scienze politicheQuesto fanno le scienze politiche, focalizzandosi sui vari aspetti della realtà politica cercano di spiegarla con metodi simili a quelli delle scienze empiriche. In questo modo le scienze politiche spaziano in campi di studio diversi, che possono essere storia, statistica, antropologia, sociologia, economia, diritto nonché la comparazione della politica e dei governi nei diversi paesi. Molto popolari oggi sono gli studi universitari in scienze politiche che fornendo una preparazione multidisciplinare solida in alcuni argomenti di grande interesse nel nostro tempo (materie economiche e giuridiche, ma anche scienze sociali) aiutano molti giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro flessibile e dinamico. Anche se in Italia, complici un certo passatismo e una classe dirigente arretrata, molto spesso gli studenti di materie così “composite” soffrono di discriminazioni, essendo reputati i loro studi come di poca consistenza. Effettivamente un fattore scoraggiante potrebbe essere lo scarso sbocco “diretto” a posizioni lavorative che richiedono esplicitamente laureati in scienze politiche presso enti e istituzioni, essendo i posti in questi campi limitati e raggiungibili tramite concorsi, quindi con molta concorrenza sia a livello numerico che di competenza. A fare da contrappeso a questa “ristrettezza” di uno sbocco diretto fa fronte il mercato del lavoro che, come abbiamo già detto, premia chi ha una preparazione ampia in più campi del sapere e chi è più flessibile e disposto ad adattarsi e ad apprendere anche dopo il percorso universitario.

universitàCerto questo tipo di “adattamenti” al mercato lavorativo esulano dal reale oggetto di indagine e dalla ragion d’essere delle scienze politiche, ma sono sempre parte di una realtà correlata ad esse. Tornando nella parte direttamente connessa alla scienza politica, bisogna ricordare ai più appassionati e infervorati ideologi che bisognerebbe saper distinguere da la filosofia politica e le ideologie dalle scienze politiche. Infatti in quanto scientifico l’approccio alla politica dovrebbe rispondere a dei criteri rigidi di classificazione dei fenomeni e poter fornire una verificabilità delle conclusioni raggiunte. Ovviamente per molti politologi la tentazione è forte, tanto che molti dalle scienze politiche sconfinano nella lotta politica. Questo sconfinare danneggia lo studio poiché la parzialità impedisce di avere un approccio più obiettivo possibile, rischiando di minare la credibilità delle scienze politiche. Il cammino che le scienze politiche devono percorrere è ancora molto, se in passato molti  dei pensatori che hanno influenzato la disciplina erano filosofi, sociologi e ideologi e se il politologo moderno si trova davanti a un campo di studi multidisciplinare che facilmente può fare perdere di vista il cammino, uno studio sistematico e serio della realtà politica può fornire molte risposte e applicazioni in un mondo complesso come quello moderno.

cappello università laureaSenza dubbio però le applicazioni possibili, le cause indagate e gli sviluppi previsti non devono farsi un’ideologia sbandierata dagli stessi studiosi che l’hanno elaborata, ma piuttosto un utile strumento e un punto di vista aggiuntivo che dovrebbe aiutare cittadini e governanti a muoversi nello spazio politico evitando di compiere errori già compiuti in passato. In questo mondo teso tra globalizzazione e fondamentalismi,  un benessere mai raggiunto prima per una minoranza contrapposto a condizioni di povertà e sottosviluppo di molti altri, forme di governo antiche e nuove, nuovi imperialismi e nuovi isolazionismi, le scienze politiche hanno molto da dire. Le possibilità di scelta (nel bene e nel male) sono infinite per le comunità che sembrano iniziare a capire di avere, volenti o nolenti, un destino comune su questa Terra ormai interconnessa e interdipendente da un continente all’altro, e avere una guida in più rappresentata dalle scienze politiche non può essere che di aiuto.