Il perché delle Scienze

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Cosa sono le scienze? Da dove vengono? Perché si parla tanto di scienze senza definire esattamente cosa siano?

Spesso mi piace immaginare che l’uomo abbia iniziato a farsi delle domande profonde grazie alla conquista della postura eretta. Questo nuova visuale “panoramica” e l’andatura bipede hanno regalato ai nostri antichi antenati nuovi punti di vista in tutti i sensi. Se le necessità per la sopravvivenza di questo bipede quasi spennato, senza zanne ne artigli erano molte e a volte più urgenti di altri animali ben forniti dalla natura di altre difese, il deboluccio uomo iniziò ad effettuare strette correlazioni tra occhio-mente-mano. Dominare oggetti che altri animali non potevano nemmeno afferrare, poterli avvicinare agli occhi per poterli analizzare attentamente, sfruttare il peso di questo cervellone che si portava dietro (e che consumava molta della sua energia) per ragionare e immaginare, deve essere stata la scintilla che ha creato il primo uomo di scienza.

scienze antiche - uomini delle cavernePerché? Come? Cosa? Dai fulmini, alle pietre, alle varie forme che poteva avere un ramo utile per difendersi, alle piante alcune buone altre mortali se mangiate. Tutto questo iniziò a creare domande e risposte e una catena di esperienze utili che iniziavano ad essere tramandate come saperi strettamente necessari alla sopravvivenza . Saperi di cui molti non rispondevano al senso più stretto dell’uso moderno della parola scienze ma che sempre scienze erano. Il termine infatti viene dal latino “scientia” che significa conoscenza e che veniva usata per indicare qualsiasi tipo di sapere conservato e tramandato. Questo uso ampio del termine, che includeva così anche tipi di conoscenze come la filosofia e la morale continuò fino all’epoca positivista, nella quale le scienze iniziarono ad essere suddivise. Se per “scienza” si indicavano le scienze matematiche e naturali, cosiddette scienze esatte o dure, campi come la morale, la sociologia, la linguistica, entravano nel dominio delle scienze “molli”. La suddivisione di varie scienze forse semplificò la distinzione, ma d’altro canto favorì una vera e propria discriminazione dando ad alcune scienze valore maggiore di altro nella società.

Se è pur vero che compito e obbiettivo della “scienza” deve essere suddividere e classificare in modelli la natura in modo da ottenere la comprensibilità e replicabilità di un fenomeno o la possibilità di intervenire su esso, non bisogna certo fare delle scienze che hanno una solida base strettamente matematica “le scienze delle scienze” e lasciando le altre in una categoria considerandole quasi come scienze di serie B.

scienze naturali - pianteNon è affatto vero che le scienze umane siano meno utili o inferiori alle altre scienze matematiche e naturali. Se infatti la scienze naturali descrivono l’universo che ci circonda cercando di fornire risposte e applicazioni pratiche, scienze come la linguistica, l’antropologia, la sociologia, la morale, la storia dell’arte, la filologia, la letteratura, la filosofia, indagano parti irrinunciabili dell’esperienza umana, dei vari modi in cui l’essere umano si relazione al mondo e in esso esprime la sua interiorità. Non siamo certo robot dominati solo da leggi fisiche e chimiche, oggetti di calcoli computazionali e previsioni termo dinamiche! Se la fisica può spiegarmi perché mi reggo in piedi, la biologia perché sono ancora vivo, interverrà la medicina a dirmi perché la gamba destra mi fa male, e tutte le altre scienze potranno rispondere ad altre domande. La storia dell’arte potrà cercare di spiegarmi dove nasce la bellezza della statua che vedo camminando, la linguistica le mie curiosità sul sistema che uso per comunicare con le persone che incontro nel cammino. Interverranno ancora altre scienze che completano i quesiti e i misteri del mio essere nel mondo ed essendo le domande inesauribili anche i campi di indagine lo sono. Compito delle scienze, di tutte, infatti non è fornire risposte assolute ne valutazioni soggettive, ma verosimiglianze. Le indagini di tutte le scienze non sono mai chiuse definitivamente, nel corso degli anni interverranno sempre nuove menti e nuovi strumenti che con nuove misurazioni risolveranno errori effettuati da altri o apporteranno nuovi punti di vista grazie a nuove tecnologie. Nessuna scienza è più scienza delle altre, perché prima che dare certezze assolute, il loro compito è cercare di mettere ordine in mezzo alla complessità dell’universo e rendere più accessibile la comprensione dei fenomeni che ci riguardano.

elica DNAChe sia “molle” o “dura” nessuna scienza è inutile, ma certamente è zoppa senza il sostegno delle altre scienze, per questo bisognerebbe recuperare l’uso al plurale del termine, piuttosto che usare il singolare “Scienza” definendo con esso le scienze matematiche e naturali e facendone la più nobile e utile branca del sapere umano, finendo così per limitare il sapere in compartimenti stagni. E che senso avrebbe una conoscenza limitata da se stessa?